EIN, TIN, ITIN, SSN – Facciamo chiarezza!

EIN, TIN, ITIN, SSN… è veramente complicato districarsi tra tutte queste sigle e informazioni frammentate e contraddittorie su argomenti che non sono propriamente di uso quotidiano.
Alla fine passi dall’Ambasciata americana e… chiedi 😀
E cosa scopri?
Scopri che certi codici servono comunque e se non li hai è soltanto perché aziende come Amazon, Google o chi per loro, si interfacciano al nostro posto con l’IRS.
Ma andiamo con ordine.
Innanzitutto vediamo cosa significano e a cosa servono queste sigle.
TIN e SSN sono per cittadini americani. Irrilevanti per i nostri scopi. Ignoriamoli con convinzione.
EIN sta per Employer Identification Number e deve averlo ogni Ente che potenzialmente assume lavoratori e guadagna dei soldi in America. In altre parole devi avere un EIN se hai Partita Iva in Italia.
ITIN sta per Individual Taxpayer Identification Number e deve averlo qualunque persona fisica che, pur non essendo americana, guadagna dei soldi in america.
Pertanto se non possediamo una Partita Iva dobbiamo recuperare un ITIN. Se invece abbiamo una Partita Iva dobbiamo recuperare un EIN.
Ribadisco che tutto ciò è vero nel caso in cui l’azienda americana che ci paga non abbia voglia di interfacciarsi con l’IRS per conto nostro (come, ad esempio, Smashwords). In realtà sia Amazon sia Google ci evitano tutta la fatica necessaria ad ottenere un EIN o un ITIN.
Ma se invece dobbiamo avere uno di quei codici? Come si fa ad ottenere un ITIN o un EIN?
Lo abbiamo visto in questo articolo… 😀

Bene.
Chiarita questa faccenda vediamo quanto è semplice evitare la trattenuta del 30% sulla piattaforma Amazon. Siamo persone fisiche, quindi non giuridiche e non abbiamo Partita Iva né abbiamo alcuna intenzione di aprirla.
Per noi, a partire dalla fine del 2014, mettersi in regola con il fisco è diventato davvero semplice. Non abbiamo più bisogno di nessun codice americano. Ci basta il nostro Codice Fiscale italiano 🙂
Per prima cosa ci dobbiamo registrare su KDP.
Una volta registrati, effettuiamo il login e clicchiamo sul link “Account di ilNostroNome“, in alto a destra.
Troveremo i nostri dati seguiti dalla richiesta della documentazione fiscale.
Premiamo il bottone per iniziare l’inserimento dei dati e compiliamo il tutto come indicato dalla seguente immagine.
L’immagine a cui saremo indirizzati premendo il link sottostante è molto grande. Verrà visualizzata piccolina. Per ingrandirla basta cliccarci sopra con il mouse.

Vai all’immagine guida

Finito.
Facile, no? 🙂

Ovviamente, se stiamo pensando di pubblicare un libro, potrebbe essere più utile avere un approccio strutturato e una guida pratica all’argomento.
Per questo motivo potrebbe essere utile leggere un e-book in cui si trovano tutte le pratiche burocratiche e le componenti tecniche utili alla pubblicazione e alla vendita del nostro libro.

creare e vendere e-bookLEGGI L’ANTEPRIMA

Come si produce un e-book?
Come lo si pubblica senza un editore?
Come si può vendere un libro guadagnandoci dei soldi senza avere una Partita Iva e senza violare la legge?
Sono domande importanti a cui bisogna dare risposte chiare e precise. Questo prezioso e-book si propone di fare esattamente questo: dare risposte.
Innanzitutto, con una serie di video guide appositamente realizzate e fruibili in streaming sul canale Youtube dello scrittore, viene mostrato come creare correttamente un e-book o trasformare un libro già esistente in un e-book.
Poi, con esempi concreti e documenti precompilati, viene mostrato come compilare tutti i modelli cartacei ed elettronici necessari a sbrigare le pratiche burocratiche utili allo scopo.
Infine si impara a conoscere le varie ipotesi di distribuzione e a gestire gli introiti sia “lato America” sia “lato Italia” al fine di mettersi in regola con il fisco.
Insomma questo e-book affronta tutti gli ostacoli che uno scrittore “indie” incontra durante il percorso di avvicinamento alla produzione e alla vendita del primo e-book. Il tutto esposto con un linguaggio diretto, orientato al “come fare”, senza inutili fronzoli.

I contenuti di questo libro sono stati applauditi da una platea di decine di giornalisti professionisti che hanno partecipato al “I Festival – Professione Giornalista” tenutosi a Bologna dal 17 al 19 marzo 2016.

Puoi acquistare questo libro ai seguenti link:
Amazon

Buona scrittura.

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12 Commenti

  1. Tommaso

    salve sono nuovo in KDP vorrei sapere una cosa se comunico il mio codice fiscale italiano come ITIN e poi mi mandano i redditi e ovviamente li devo dicchiarare, la mia domanda posso guadagnare anche superando i 5000 euro con il codice fiscale ? o devo per forza aprire una partita iva ? e se devo aprirla, che tipo di partita iva devo aprire ?

    1. Alessandro Stella

      Ciao Tommaso,
      meglio chiedere a un commercialista, ma in linea di massima mi verrebbe da dire che, se i tuoi introiti sono 100 e di quei 100 soltanto 10 arrivano dalla vendita KDP, forse la partita iva non serve. Ma se i tuoi introiti sono 100 e 50 provengono da KDP (e superano i 5000 euro) mi sa che ti tocca avere una partita iva.

  2. Martina

    ciao 🙂 Io no ho chiara una cosa basilare. Io ho un lavoro da dipendente che mi permette un guadagno mensile di 1400 euro, ho messo in vendita un ebook che mi fa un’ulteriore reddito. L’anno prossimo, quando farò la dichiarazione dei redditi, i miei due introiti si sommeranno e io poi dovrò pagarci le tasse complessive? ho paura che guadagnato 5000 euro dagli ebook, dovrò pagarci 3000 euro di tasse XD

    1. Alessandro Stella

      Ciao Martina,
      queste sono questioni da commercialista.
      Tuttavia i redditi prodotti dalla vendita di ebook possono essere di 2 tipi: provenienti dal proprio e-commerce (o simili), oppure provenienti dai canali di vendita come Amazon, Google, Apple, ecc.
      In entrambi i casi devi dichiararli e ci devi pagare le tasse.
      Nel primo caso ci paghi un bel po’ di tasse e, se superi i 5000 euro, devi anche aprire un partita iva, nel secondo caso ci paghi soltanto le tasse per diritti d’autore, on devi aprire alcuna partita iva e non hai limite di incasso.

  3. Pierfrancesco Maresca

    Buonasera, le vorrei chiedere una cosa.
    Vorrei pubblicare in formato Kindle un mio romanzo attraverso Amazon ma senza prezzo, cioè non vorrei percepire nessun ricavo perchè vorrei metterlo a disposizione di chiunque. Se ho capito bene Amazon comunque spetterà il 30%, quindi un prezzo minimo lo applicheranno?
    un altra domanda: visto che non ricaverò nulla, sarò esentato dall’apertura della p.iva e quindi dalla dichiarazione dei redditi, giusto?
    Grazie in anticipo,
    Pierfrancesco

    1. Alessandro Stella

      Buonasera Pierfrancesco,
      non so se è ancora così, ma fino a pochi mesi fa Amazon non consentiva la pubblicazione di opere a costo zero. O meglio… tale scelta era a loro discrezione. In genere i libri nuovi non possono essere pubblicati a euro zero. Pertanto l’ipotesi in cui “non riceverà nulla” è poco probabile. Tuttavia pur ricavando dei soldi, le cose con il fisco italiano stanno come ho riportato in questo articolo.
      In bocca al lupo! 🙂

  4. Pino

    Intanto complimenti per il libro, ma ci sono due cose che non mi si sono chiarite:

    1) la prima è relativa alla dichiarazione in 730: kdp (o Amazon,ecc) o IRS comunicano i redditi DIRETTAMENTE alla nostra agenzia delle entrate, oppure direttamente ed esclusivamente al percipiente, il quale ha la responsabilità di dichiarare tale reddito?

    2) ipotizziamo che si scelga di non registrarsi con codice fiscale (ITIN), e si accetti quindi la decurtazione del 30% alla fonte, fiscalmente si a posto vero? Non è che poi qualcuno qui decide che vuole altre tasse ? 🙂

    Grazie

    1. Buongiorno, Pino.
      Per quanto riguarda il primo punto, le aziende americane (Amazon, Google, Apple, Smashwords e tutte le altre) comunicano gli incassi allo scrittore/autore il quale, poi, dovrà compilare il proprio modello unico o comunicare tali incassi al proprio commercialista.
      Per quanto riguarda il secondo punto, il procedimento ipotizzato è illegale perché equivale a comunicare agli USA che noi, in qualche modo, siamo soggetti alle loro tassazioni e non a quelle italiane. Ma ciò è falso.
      Spero di aver risolto le tue perplessità 🙂

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