Se sei qui devi avere già un’idea di cosa sia Matomo. In ogni caso, come forse già saprai, Matomo è molto più di un semplice sistema di analisi delle visite. È una piattaforma open source di web analytics. Matomo (precedentemente noto come Piwik) è uno strumento che consente di:
- Monitorare il comportamento degli utenti sul sito (pagine visitate, tempo di permanenza, dispositivi usati, ecc.)
- Tracciare conversioni, campagne, e-commerce, eventi e obiettivi
- Visualizzare heatmap e registrazioni delle sessioni per capire dove cliccano gli utenti
- Analizzare moduli, contenuti e media interattivi
- Creare dashboard personalizzate e report dettagliati.
Uno dei suoi punti di forza è il rispetto della privacy:
- I dati sono di tua proprietà e possono essere ospitati su server locali o nel cloud
- È completamente conforme al GDPR, con opzioni per anonimizzare IP, usare cookie di prima parte, e tracciare senza consenso in alcuni paesi europei.
Puoi utilizzare Matomo in diversi modi. Puoi:
- Installarlo direttamente sul tuo server (versione gratuita)
- Usarlo tramite cloud con funzionalità premium
- Integrarlo facilmente con CMS come WordPress o Drupal.
I CONCETTI DI BASE
Matomo Tag Manager (MTM) funziona in modo simile a Google Tag Manager, ma con un occhio di riguardo alla privacy. Ecco una panoramica chiara e collegata dei concetti chiave.
Container
Il container è il “contenitore” virtuale che raccoglie tutti gli elementi di tracciamento:
- Include tag, trigger e variabili
- È associato a un sito web specifico (quindi bisogna creare un container per ogni sito web da monitorare)
- Ha un codice di monitoraggio da inserire nel sito (di solito nel
<head>)
Pensa al container come alla “valigia” che porti in viaggio: ci metti dentro tutto ciò che ti serve per tracciare il comportamento degli utenti.
Tag
I tag sono frammenti di codice (tipicamente JavaScript) che eseguono azioni:
- Possono inviare dati a Matomo (es. evento, visualizzazione pagina, clic)
- Possono essere script HTML, JavaScript o tag Matomo predefiniti
- Ogni tag ha bisogno di almeno un trigger per attivarsi
L’ultimo punto è molto importante: un tag da solo non serve a niente; affinché registri un dato deve essere attivato e, per attivarsi, necessita di un trigger. Esempio: un tag può registrare quando un utente clicca su un pulsante “Contattaci”.
Trigger
I trigger sono le condizioni che attivano i tag:
- Ascoltano eventi come clic, invio di form, scroll, caricamento pagina
- Possono essere filtrati con regole (es. “solo se URL contiene /contatti”)
- Ogni tag può avere uno o più trigger
Esempio: un trigger può attivarsi quando l’utente clicca su un link con
mailto:.
Variabili
Le variabili sono dati dinamici che i tag e i trigger possono usare:
- Possono contenere valori come URL, attributi HTML, dimensioni schermo, referrer
- Possono essere personalizzate con JavaScript o predefinite
- Aiutano a rendere i tag più flessibili e precisi
Esempio: una variabile può estrarre l’attributo
data-eventIdda un elemento cliccato.
Le relazioni tra tali concetti
In base a quello che ci siamo detti, esistono delle evidenti relazioni tra i vari concetti appena elencati. E la relazione è la seguente.
Container
├── Tag (es. invia evento a Matomo)
├──└── Trigger (es. clic su pulsante)
├─────└── Variabile (es. nome del pulsante cliccato)
Quindi un container può avere uno o più tag.
Ogni singolo tag può essere attivato da uno o più trigger.
Trigger e tag possono utilizzare le variabili per definire regole dinamiche e raccogliere dati specifici.
Container, Tag e Trigger
Ammettiamo di avere il nostro sito web, denominato pippo.com e di volerne analizzare il traffico tramite Matomo. Ammettiamo, altresì, di aver già installato e configurato Matomo. Quello che dobbiamo fare adesso all’interno di Matomo è creare:
- Un nuovo sito web
- Un container per il sito
pippo.com - Un tag per tracciare le visualizzazioni di pagina
- Un trigger che attivi il tag alla visita di ogni pagina
Creiamo un nuovo sito web.
Andiamo sulla voce di menu “Tutti i siti” e scegliamo “AGGIUNGI UN NUOVO SITO WEB”.

Dalla pagina che si aprirà scegliamo “Sito”.
Si aprirà una nuova pagina. In tale pagina scegliamo il nome del sito, nel nostro caso “Pippo.com”, e l’indirizzo del sito, “https://pippo.com”. Se si tratta di un sito e-commerce, scegliamo “Ecommerce attivato”. Infine scegliamo valùta e fuso orario. Poi clicchiamo su “SALVA”.
Abbiamo il nostro sito web.
Adesso tale sito web necessita di un container.
Sempre nella pagina “Tutti i siti” clicchiamo sul sito appena creato.

Da questa schermata scegliamo “INSTALLA CON MATOMO TAG MANAGER”, copiamo il codice che ci viene fornito e inseriamolo nel nostro sito web. Ritorniamo nella pagina precedente e, in basso, scegliamo “NASCONDI QUESTA PAGINA PER UN’ORA”. Avremo quindi accesso alla dashboard di Matomo.
Creiamo un nuovo contenitore per il nostro sito web.
Scegliamo, in alto a destra, “Gestione Tag”.
Dalla pagina che viene fuori scegliamo “Crea nuovo contenitore”.

Diamogli un nome, per esempio, “Pippo Container” e clicchiamo su “CREA NUOVO CONTENITORE”.
Abbiamo il sito e abbiamo il suo contenitore.
Ora ci mancano tag e trigger. Procediamo.
Creiamo un nuovo tag.
Dalla pagina con l’elenco dei contenitori, clicchiamo sulla rotellina, sulla destra, che si riferisce al nostro contenitore.

Dopo aver cliccato sulla rotellina, si aprirà la seguente schermata.

Ora dobbiamo cliccare su “CREA NUVO TAG” e, dalla schermata che si aprirà, scegliere “Matomo Analytics”. Ci troveremo davanti alla schermata per creare un nuovo tag. La schermata più incasinata di tutte! Infatti in tale schermata saremo costretti sia a creare una nuova variabile “speciale”, sia a creare un nuovo trigger.

Ora dobbiamo dare un nome a questo tag.
È importante che il tag abbia un nome che ne identifichi la funzione. In questo caso vogliamo che il nostro tag registri tutte le visite alle pagine web del nostro sito. Un buon nome, quindi, potrebbe essere “Pageview pippo.com”. Alla voce “Stabilisci cosa deve fare questo tag” bisognerà creare una variabile speciale, che deve appartenere al tipo “Configurazione di Matomo” (lo fa Matomo in automatico) e che si deve collegare al sito web appena creato.
Creata la variabile, si torna alla schermata qui sopra in cui, alla voce “Stabilisci quando il tag deve farlo“, bisognerà creare il trigger che attiverà questo tag. Quindi bisogna scegliere “Crea un nuovo trigger” che dovrà essere di tipo “Visioni pagina” perché vogliamo che vengano registrate tutte le visualizzazioni della pagine del nostro sito web. Dobbiamo scorrere fino alla sezione “Viste pagina” e scegliere “Visioni pagina”. Scendiamo in basso e clicchiamo su “CREA NUOVO TRIGGER”. Torneremo coì alla solita schermata della creazione del nuovo tag.
A questo punto scorriamo fino in basso e scegliamo “CREA NUOVO TAG”.
Che fatica!
Test
Adesso che abbiamo un sito, un contenitore, un tag, un trigger e una variabile speciale, siamo pronti a testare quello che abbiamo fatto. Ma prima dobbiamo pubblicare il container! Per farlo, torniamo in “Gestione Tag” (voce di menu in alto a destra), clicchiamo di nuovo sulla rotellina del nostro contenitore e, a questo punto, sulla sinistra, troviamo la voce “Pubblica”. Ci dobbiamo cliccare sopra. Una volta pubblicato il container possiamo testarlo.
Clicchiamo, quindi, sulla voce “Anteprima / Debug” e seguiamo le istruzioni.
Se tutto funziona regolarmente, abbiamo finito la prima configurazione di base.
Ma siamo appena all’inizio. Immaginiamo che il nostro sito sia un’e-commerce. Vorremo certamente sapere tutte le volte che un carrello viene abbandonato e tutte le volte che un processo di vendita viene concluso. Per farlo ci serviranno altri trigger e altri tag…
Ordine e-commerce completato
Vediamo, molto velocemente, come potremmo identificare un ordine concluso con successo sul nostro e-commerce. Ammettiamo che quando un ordine viene concluso con successo, il nostro utente venga direzionato sulla pagina “https://pippo.com/checkout/order-received”. Beh, per monitorare tale situazione, ci basta entrare nel nostro tag “Pageview pippo.com” e aggiungere un trigger. Anche questo trigger dovrà essere del tipo “Visioni di pagina” (come mostrato qui di seguito).

Questa volta, però, all’interno della configurazione del trigger inseriremo un filtro alla voce “Attiva solo quando (opzionale)”. Il filtro sarà sull’URL. Dovendo fare in modo che tale trigger scatti soltanto quando ci si trova su quella pagina, possiamo inserire il filtro “contiene” con il valore uguale proprio a “https://pippo.com/checkout/order-received”.

Buon proseguimento di studio… 🙂
