E-commerce cinesi e dropshipping

Comprare o non comprare un telefono (smartphone) dalla Cina?
La risposta si sviluppa secondo i seguenti criteri:

  • se vogliamo un telefono “unico”, particolare
  • se siamo ben informati sulle tecnologie che si trovano dentro un telefono (Soc, ROM, RAM, schermo) e sappiamo, quindi, cosa scegliere e perché
  • se vogliamo scegliere tra migliaia di modelli

allora comprare un telefono cinese può avere un senso.
In tutti gli altri casi, no.
Vediamo perché.

La garanzia

Gli e-commerce cinesi non hanno un P.IVA in Italia, né una corrispondente entità commerciale in Europa. Questo implica che noi non possiamo “esigere legalmente” la garanzia paventata dal venditore. In altre parole, se il telefono si rompe durante il periodo di garanzia e il venditore cinese ci crea problemi nella riparazione o nella sostituzione, noi non possiamo “costringerlo” legalmente a rispettare i termini della garanzia. Quindi possiamo dire che comprare da un’e-commerce cinese significa non avere nessuna garanzia di garanzia 😉
Inutile andare in giro per la rete a lasciare feedback negativi e blaterare di questo e di quello! Dobbiamo saperlo: se compriamo dalla Cina è molto probabile che la garanzia sia “di facciata” e, comunque, non è legalmente esigibile!

L’incertezza dell’attività commerciale

Direttamente collegata all’esigibilità della garanzia c’è l’attività commerciale di riferimento.
Nella stragrande maggioranza degli e-commerce cinesi, non abbiamo alcuna informazione sull’attività commerciale di riferimento. Cioè, andiamo sul sito dell’e-commerce, ma né nella home page né sul link “about us” troviamo alcun riferimento ad un’azienda! Non sempre è così, ma molti di questi e-commerce non ci comunicano il nome dell’attività commerciale che paga le tasse in Cina! In altre parole, in molti casi sembra che siano delle persone che hanno costruito un e-commerce, ricevano i nostri soldi e si occupino esclusivamente di acquistare il telefono per noi e inviarlo all’indirizzo fornitogli. Ovviamente se lo pagano 100 euro, a noi la fanno pagare 110. Se così fosse non pagherebbero le tasse e sarebbero degli evasori fiscali. Alcuni italiani… usano questa furbata…

Il marchio CE

È difficile, avviene soltanto se acquistiamo da micro aziende magari sconosciute, ma potrebbe succedere che il marchio CE che vediamo su un dispositivo cinese non sia il “vero” marchio CE, ma piuttosto il marchio di China Export. In tal caso le onde elettromagnetiche generate da tale dispositivo quasi certamente non ripettano i controlli a cui devono sottostare i telefoni marchiati CE e questo è un danno per la nostra salute.

Il risparmio

Un tempo c’era. Oggi pure, ma si è dimezzato…
Se vogliamo comprare un telefono “decente” dalla Cina dobbiamo spendere circa 120 euro. Se quel telefono viene poi fermato in dogana dobbiamo aggiungere 11 euro di costi fissi e il 22% di IVA. Ossia 120 + 120*22/100 + 11 = 157,40 euro. Certo, è ovvio, noi speriamo che il telefono non venga fermato in dogana, ma ciò sarebbe solo fortuna e qui non ha senso prenderla in considerazione. Quindi, oggi, dicembre 2015, con 160 euro sugli e-commerce cinesi riusciamo ad acquistare una Soc Octa-core a 1,4GHz, 3 GB di RAM, 16 GB di ROM, trasmissione dati in LTE e uno schermo da 5 pollici LCD IPS HD o anche Full-HD.
Bene.
Cosa riusciamo ad acquistare in Italia con quel prezzo?
Rispondere è facile. Basta fare un giro su un e-commerce italiano e provare a vedere cosa compriamo con 160 euro. Ad esempio, su eprice.it con 160 euro siamo in grado di acquistare un telefono con caratteristiche leggermente inferiori, ma comunque più che discrete: Quad-core a 1,2GHz, 2 GB di RAM, 16 GB di ROM, trasmissione dati in LTE, schermo da 5 pollici LCD IPS HD. In compenso quel telefono è venduto da aziende italiane che devono fornire assistenza e garanzia italiana (24 mesi!).
eprice
Inoltre, aggiungendo appena 20 euro, siamo in grado di acquistare un MEIZU – M2 Note: Octa-core da 1,3 GHz, 2 GB di RAM, 16 GB di ROM, trasmissione dati in LTE, schermo da 5,5 pollici LCD IPS Full-HD. Un signor telefono.
eprice
Particolare attenzione bisogna porre se si acquista su Amazon o su Ebay: bisogna verificare che il venditore abbia una P.IVA italiana e che, quindi, possa fornire garanzia italiana (24 mesi)!

La scelta

Ecco l’unico vero punto su cui cinesi ancora convengono!
Sui loro e-commerce possiamo trovare migliaia di modelli per tutti i gusti e per tutti gli occhi. Impossibile non trovarne uno che non sia esattamente quello che vorremmo.

Conclusioni

Se noi abbiamo “la smania dell’acquisto a basso costo” non possiamo e non dobbiamo recriminare se qualcuno si accorge di tale nostra smania e… ce lo mette in quel posto!
Del resto… un telefono cinese deve passare dalla dogana (11 euro di oneri fissi + 22% di IVA), non ha assistenza tecnica garantita e potrebbe non avere un marchio CE valido (con ovvie pessime conseguenze per la nostra salute). Insomma… per comprare un telefono cinese degno di questo nome dobbiamo spendere almeno 150 euro. Ma con quella cifra possiamo tranquillamente scegliere uno smartphone tra i tanti rivenditori dotati di P.IVA italiana presenti online!
Quindi… assistenza non esigibile, sicurezza non certificabile, risparmio molto relativo, scelta eccezionale… L’unica vera ragione per comprare dalla Cina è la scelta!
Non vi sembra un po’ troppo poco?

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